ТЕРРИТОРИЯ ФРАНЦИЯ-ИТАЛИЯ

Школа иностранных языков Екатерины Морозовой

Блондинка за рулем

Октябрь 11th, 2013 · 4 комментария

Историю про то, что с вождением я на «вы», вы уже наверняка знаете. Я ее как-то даже написала на итальянском, чтобы как-то рассмешить мужа, которому после вождения со мной было со всем не до смеха.

А тут…

В общем, у нас тут у одного соседа есть дочка. Даже две дочки. Дочка и дочка. Но он, похоже, хотел мальчика и мальчика. Потому что та, что постарше, уже водит все возможные велосипеды, самокаты, мотики и все, что движется.

А недавно мы их застукали за тем, что шестилетний ребенок водил у папы на коленях нехилый такой джип. В безопасном месте, если вдруг кто волнуется!

Ну все, подумала я. Бл@! Даже шестилетний ребенок водит лучше! И решила … Водить машину Бог ума мне не дал, так хоть свою творение из закрамов достану.

В общем, встречайте – заметка примерно так двухгодичной давности! Хоть это у меня неплохо получается. А про вождение, эх … I’m blonde. What’s your excuse?

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Для читающих по-итальянски

ESTREMAMENTE PERICOLOSO: una donna al volante

Lespressione «Donna al volante, pericolo costante» usata spesso da entrambi per definire le automobiliste in un modo scherzoso ormai non è più attuale. Secondo molte indagini, il traffico giornaliero non è più di competenza esclusivamente maschile e nel guidare il sesso “debole” ha fatto un salto di qualità e si dimostra molto abile. Problema allora risolto? Ancora non del tutto. Perché accanto a chi si sente sicura al volante, c’è sempre chi sta all’estremo opposto e al solo pensiero di guidare ha paura e si blocca. Ecco un’esperienza di un conducente donna.

Quando nasci in una grande città e abiti e lavori al centro, la necessità di guidare la macchina quasi non c’è. Sei viziata dai mezzi pubblici e l’abitudine di lavorare dodici ore al giorno rende quasi impossibile il desiderio e la possibilità di spostarti.

Sicuramente il fatto di non essere una Schumacher o Alonso non esclude affatto che hai la patente.

Ce l’ho anche io. E se credere a questa bella carta di plastica guido già da ben 11 anni.

Sì, teoricamente non sono più una principiante (una certa lettera “P”) che fa casini con i parcheggi, le partenze in salita ed imbocca strade contromano terrorizzando gli altri membri del traffico stradale. Potrei anche essere considerata come una conducente quasi esperta di un autoveicolo della patente B.

Ma in pratica … sono uno “zero assoluto”. Proprio come il nome di un gruppo musicale omonimo.

Insomma, tutto sarebbe bello se non fosse così brutto:

  1. esperienza di guida – 0 anni. Ho preso la patente da ragazzina. Poi ho guidato poco e solo per qualche mese sempre con qualcuno a fianco (eh sì, non ho mai avuto la stretta necessità di usare la macchina).
  2. tutta la teoria (compreso questi benedetti segnali stradali di pericolo, prescrizione e indicazione) è completamente dimenticata. Come il primo amore che ho avuto ancora alle scuole elementari.
  3. insicurezza al volante come conseguenza del 1º e del 2º punto. Già mentre facevo la scuola guida ero bloccata, sbuffando, il cuore a mille e con le gambe che tremavano (immaginate adesso con almeno 11 anni passati da quando non ho più messo il mio sederino al posto di guida).
  4. paura di ricominciare tutto da capo e buttarmi di nuovo in questa avventura dopo il fiasco che ho fatto nel guidare (solo così posso caratterizzare il tempo passato, leggi anche perso, a scuola guida).
  5. venerazione e anche un po’ di invidia verso coloro che guidano e che sono riusciti a dominare questo “cavallo di ferro”. So che guidano tutti, anche un amico un po’ tontolino di mio marito e gli orsi al circo. Ma allora come mai ho paura di mille cose, anche guidare di giorno e per tragitti brevi solo in zona (10 minuti di strada non sono mica tanti)? Sarei un’idiota?
  6. E, alla fine, l’ultimo punto … più importante e più spaventoso … la necessità vitale di saper guidare la macchina il prima possibile. Potrebbe essere la fine del mondo per una persona che non era mai brava nel campo ma che nel passato in virtù delle circostanze favorevoli poteva felicemente chiamarsi “una persona autofree”. Assolutamente come uno chewing-gum “sugarfree”.

È tutta colpa mia. Ci avrei dovuto pensare molto prima. Con la mia testa e i miei piedi. Raggiungendo la perfezione nel fare questi gesti elementari “schiacciare a fondo l’acceleratore – cominciare a schiacciare il gas – mollare leggermente l’acceleratore – e via”.

E adesso quando mi sono trasferita da una grande città con più di un milione di abitanti in un piccolo comune (dove abita mio marito) di meno 5 mila abitanti di cui si può facilmente contare le teste ad una festa di paese, ho capito che la macchina (anche se mi invento qualsiasi cosa pur di non prenderla) mi servirebbe pure e che è il momento giusto di iniziare.

Anzitutto bisogna pensare positivo e cercare di autoconvincersi che guidare è indispensabile:

  1. la vita senza macchina è una strada nel nulla (per essere più preciso, nel mio paese è una strada nei monti).
  2. i mezzi pubblici sono pochi (significa che piuttosto arriverà la pensione che un autobus).
  3. vicino a casa nostra comincia subito la strada (sia a destra che a sinistra) ma io per il momento non so volare.
  4. in piscina dove faccio il nuoto libero c’è un allenatore carino, vuol dire che ci andrò più spesso (assolutamente solo per nuotare perché il suo fisico è una prova perfetta per farmi vedere che il nuoto mi farà meglio che il bis della mia pasta preferita aglio, olio, peperoncino).
  5. le sigarette finite, andrò a fare le mie commissioni da sola (così non farò preoccupare mio marito che pensa che fumo molto meno di quanto fumo in realtà).
  6. non dimentichiamo neanche la possibilità di fare shopping senza essere scortata da nessuno (per liberare il mio amore di marito dal suo ruolo di autista privato e di stilista personale, da questa fatidica necessità di scegliere per ore in un negozio soffocante pieno di donne una maglia alla moda, che dopo, come accade spesso a casa, non mi starà bene neanche con nessun altro vestito).

Risulta che guidare è davvero indispensabile. Sarà più comodo per me e per mio marito.

Ma per il budget di una famiglia giovane forse non tanto. Prendendo in considerazione le mie eventuali gite in piscina, al bar, per fare shopping o per comprare migliaia di altre piccole cose di cui non potrebbe fare a meno ogni ragazza …

Сome non può sicuramente fare a meno di una bella macchina, tutta sua!

Solo che bisogna essere coraggiosa ed imparare a guidare! Te la devi sentire e basta!

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Для читающих по-русски

А русского варианта у меня, собственно, и нет. Когда-то я писала эту заметку для мужа, а он по-русски, как вы понимаете, не говорит.

Так что, моя дорогая русскоязычная аудитория, юзайте Google Translate. У меня же у самой на перевод времени нет.

Права надо учить, ага ;-)

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Tags: Про языки и на языках

4 коммент. пока ↓

  • 1 Okrujnaia Maria // Окт 14, 2013 в 08:49

    Крутяк, зато ты-Шумахер по созданию сайтов и словотворчеству.

  • 2 admin // Окт 14, 2013 в 11:14

    Это да :-)

  • 3 Даша Протасова // Окт 14, 2013 в 11:55

    О, тут меня понимают, чувствую :) Я, КатеринИванна, сдала на права с седьмого раза)) На сочувственные отзывы окружающих типа имподизаплатитьнадобыло/тамвсёкуплено/ и пр. муж мрачно отвечает: «А вы проедьте с ней вон от того поворота до этого дома. Все вопросы отпадут». А я ведь даже не блондинка, мне и крыть-то нечем)) Так что: РУЛИМ, дорогая Катериночка Ивановна! :)

  • 4 admin // Окт 14, 2013 в 23:56

    Спасибо за поддержку, Дашунь :-) Я.. это.. того.. ну.. научусь обязательно :-)

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